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L’ultimo pensiero …. I tabelloni della maturità.
E poi via: l’università, finalmente lo studio di quello che ti piace, e poi il lavoro e poi la vita. La tua vita, quella che stai vivendo.
Finché un giorno ti fermi e diventi preda di quell’emozione antica e di quell’angoscia che accompagnava la speranza che non ti cambiassero la seconda materia, dello sguardo timoroso per scoprire che il 5 che doveva diventare un 6 era rimasto un 5 e…. ripara latino! E i momenti magici della vendita dei libri in “piazzetta”, stipati nei bauli delle 850, delle 128 e delle 500. E sì, le macchine erano quelle, allora, ed erano un lusso!
Ripercorri il sentiero di Ho Chi Minh e scopri che tanto è rimasto dentro di te ed è diventato la tua vita. Adesso sai che le rime di Dante e del Parini, di Foscolo e del Manzoni ti hanno accompagnato senza mai cessare di risuonare nel tuo inconscio e ti hanno aiutato a crescere.
Poi il pensiero corre ai tuoi insegnanti, ai tuoi compagni e a tutte quelle emozioni che ti sono rimaste dentro e continuano nella loro risonanza perenne, priva di attrito e, forse, riesci anche a rivivere i primi palpiti e i primi tormenti amorosi!
Può darsi che questo ti metta in pace con i logaritmi che non vogliono mai “venire”, con le estati passate sui libri di latino e matematica e con l’eterno dubbio: nella versione di domani ci sarà Cicerone o Seneca? E gli amici di un tempo, che cosa fanno adesso? Dove sono? Avranno anche loro i capelli un po’ più grigi? E soprattutto: sapremo ancora riconoscerci? E il sorriso, sarà sempre lo stesso?
Guido Robotti
Maturità luglio 1976
Presidente dell’Associazione Culturale “Vicino al Segrè”
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